Nella "scuola di una volta" si parlava di Narciso e Boccadoro, Cuore, Il Piccolo Principe. Oggi, nell'era di internet è doveroso ripensare e ridefinire il concetto per capire meglio anche ciò che succede in classe.
Massimo Gramellini fa quest'acuta considerazione nel forum Cuori allo Specchio
"Amicizia. Una parola che distribuiamo con generosità (...) E invece non siamo mai stati così soli come da quando siamo così connessi. Sono talmente tanti gli «amici» da seguire che non c’è più tempo per gli Amici da vedere. Le amicizie in Rete sono un’opportunità straordinaria che, se fosse esistita quando avevo 15 anni, avrebbe rivoluzionato la mia adolescenza timida. Però ho il sospetto che la novità ci abbia preso la mano, facendoci dimenticare che le amicizie vere scavano nel profondo e perciò richiedono tempo, disponibilità e concentrazione: una connessione speciale che per qualche momento escluda tutte le altre".
Personalmente sono d'accordo e continuo a considerare i social network solo come uno strumento utile a riscoprire e a rinsaldare amicizie passate e nuove e a mantenere i contatti con persone che vivono lontano o fanno vite con orari spesso incompatibili per vedersi bene. Ma non servono e non possono sostituire il contatto visivo, l'emozione che sanno regalare una voce, uno sguardo d'intesa, una risata in compagnia.
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