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lunedì 14 ottobre 2013

Voler bene...ai giovani

Voglio spezzare una lancia in favore dei "metodi di una volta". Stando "dall'altro lato della cattedra", mi sono ritrovato a toccare con mano non solo la differenza di prospettiva e la condivisione nel "farsi il mazzo" (chi crede che i docenti lavorino meno degli allievi solo perchè in aula scrivono di meno non ha capito nulla del mestiere), ma anche a capire che certi metodi hanno un loro motivo ben radicato.

Un maestro di formazione giovanile, con tanto di palmares carico di successi sul campo, a proposito dei ragazzi difficili di cui Balotelli e Cassano (o la Pellegrini e
la Pennetta) sono un esempio "luminoso" ha detto: "Avete mai provato a voler bene veramente a quei ragazzi ? Farlo significa insegnargli l'educazione, fargli capire che oggi si deve fare più di ieri e domani più di oggi. I ragazzi sono dei vuoti a perdere che bisogna rifornire continuamente, ma i grandi talenti si riempiono da soli, noi dobbiamo stare attenti a non disturbare questo loro processo".

Per questo credo proprio che la prossima volta che troverò qualcuno che scrive qual è nel modo sbagliato, lo dovrà fare un certo numero di volte nel modo giusto. In fin dei conti anche per fare il "Beatle" ci vuole allenamento. Da sola la passione non basta.


venerdì 19 aprile 2013

Dalle famiglie: "Prof gli insegni ad avere fiducia nelle proprie idee"

Ricevo e pubblico volentieri quest'esortazione rivolto all'insegnante di suo figlio da uno dei più grandi uomini politici occidentali che all'epoca era un illustre avvocato semi-sconosciuto alle masse. Onestamente non so quanti insegnanti, oggi, se ricevessero una simile lettera da un genitore direbbero qualcosa di diverso dal: "ma chi si crede di essere questo qui per insegnarmi il mestiere ?". Eppure, alcuni di questi passaggi rappresentano le stelle polari della buona formazione.

"Caro Professore, 

Dovrà imparare, lo so, che non tutti gli uomini sono giusti, che non tutti gli uomini sono sinceri. Però gli insegni anche che per ogni delinquente, c’è un eroe; che per ogni politico egoista c’è un leader scrupoloso. Gli insegni che per ogni nemico c’è un amico, cerchi di tenerlo lontano dall’invidia, se ci riesce, e gli insegni il segreto di una risata discreta. Gli faccia imparare subito che i bulli sono i primi ad essere sconfitti. Se può, gli trasmetta la meraviglia dei libri. Ma gli lasci anche il tempo tranquillo per ponderare l’eterno mistero degli uccelli nel cielo, delle api nel sole e dei fiori su una verde collina.
Gli insegni che a scuola è molto più onorevole sbagliare piuttosto che imbrogliare…


Gli insegni ad avere fiducia nelle proprie idee, anche se tutti gli dicono che sta sbagliando… Gli insegni ad essere gentile con le persone gentili e rude con i rudi. Cerchi di dare a mio figlio la forza per non seguire la massa, anche se tutti saltano sul carro del vincitore…

Gli insegni a dare ascolto a tutti gli uomini, ma gli insegni anche a filtrare ciò che ascolta col setaccio della verità, trattenendo solo il buono che vi passa attraverso. Gli insegni, se può, come ridere quando è triste. Gli insegni che non c’è vergogna nelle lacrime. Gli insegni a schernire i cinici ed a guardarsi dall’eccessiva dolcezza. Gli insegni a vendere la sua merce al miglior offerente, ma a non dare mai un prezzo al proprio cuore e alla propria anima. Gli insegni a non dare ascolto alla gentaglia urlante e ad alzarsi e combattere, se è nel giusto.

Lo tratti con gentilezza, ma non lo coccoli, perché solo attraverso la prova del fuoco si fa un buon acciaio. Lasci che abbia il coraggio di essere impaziente. Lasci che abbia la pazienza per essere coraggioso. Gli insegni sempre ad avere una sublime fiducia in sé stesso, perché solo allora avrà una sublime fiducia nel genere umano.

So che la richiesta è grande, ma veda cosa può fare… E’ un così caro ragazzo, mio figlio!."



Abraham Lincoln

sabato 23 marzo 2013

Ottimi compagni di formazione

Sono questi due testi...


Il libro di Luigi Garlando è ormai un best-seller che ha nella semplicità del linguaggio e dell'obiettivo finale il suo punto di forza. E' stata una preziosissima chiave di volta nel rapporto con una ragazza particolarmente difficile. Carattere ribelle, battuta pungente e irriverente, la giovane non aveva mai letto un libro e andava veramente male sia a livello disciplinare che didattico. Quando le ho proposto di leggerlo, dopo solo una settimana me lo ha restituito, commossa: "Non avevo mai letto un libro prima d'ora. Non pensavo fossi così piacevole". Non solo lo aveva "divorato", ne aveva addirittura fatto la scheda (ben scritta e con tanto buon sentimento) e convinto le compagne, tutt'altro che amanti della lettura, a leggerlo. Da quel momento il rapporto è cambiato in meglio. E pazienza se durante la lettura aveva tolto tutte le pieghe degli angoli delle pagine che avevo fatto per trovare più facilmente i punti salienti segnati a matita (quelli almeno non sono stati cancellati).