Non è stata l'ultima edizione riveduta e corretta di una lezione alla John Keating dell'Attimo Fuggente, anche se è innegabile che la carica di quel simpatico anticonformista un po' addosso mi sia rimasta. Però nel 2013 con Internet, i cellulari e tutte le altre distrazioni ed evoluzioni continue quel personaggio è un po' superato.
E' stata una delle più belle e divertenti lezioni fatte quest'anno in una piccola classe vivacemente e simpaticamente polemica. La stessa in cui un allievo mi aveva chiesto se ero un seguace di Damanhur. Ieri però era assente. In compenso un suo compagno, non italiano almeno all'anagrafe ma verbalmente molto evoluto, è tornato dallo stage in azienda bello gasato. Non che prima non lo fosse, anzi.
Tuttavia sarà la primavera, sarà lo stato di consapevolezza e di grazia che ormai fra meno di due mesi "i giochi" saranno fatti e finiti, fatto sta che oggi abbiamo lavorato in team in modo, apparentemente, molto efficace (un giudizio definitivo lo si potrà dare solo dopo che avranno fatto i cruciverba sulla lezione di oggi) utilizzando anche il cellulare (MIO!) e andando su internet a cercare le canzoncine dell'epoca pre e post fascista per commentarle insieme.
E il bello è che ero partito volendo fare tutt'altro argomento. Eppure l'attualità contemporanea, l'interesse dei ragazzi, la possibilità del programma di affrontare un argomento solo bordeggiato in un'altra materia e la vecchia regola del "FLESSIBILE SI DEVE !, ciò che conta è l'obiettivo finale (che pensino, che imparino)" han fatto cambiare i piani. Ecco allora che, alternando le informazioni fornite da me, i ricordi dei nonni combattenti (non solo partigiani), aneddoti letti e frutto di passate esperienze scolastiche e di approfondimenti individuali è uscito un quadro complessivo molto verosimile e completo delle diverse parti coinvolte nella seconda guerra mondiale e nella guerra civile italiana.
Che fosse molto più conosciuta dai ragazzi la canzoncina di "Faccetta nera" che non "Bandiera rossa" ormai non sorprende più chi opera nella scuola. Va considerato piuttosto il fatto che su argomenti così lontani, in apparenza, si sia riusciti a parlare, ad ascoltar-SI con partecipazione reciproca senza mai perdersi per strada.
“La complessità e la bellezza di un'opera è data dalla somma
dei particolari più diversi”
dei particolari più diversi”

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