lunedì 1 aprile 2013

Vita di classe: "Prof lei è matto !"

Ci sono racconti che toccano la fantasia, il cuore e la creatività dei ragazzi come nessun altro. Il meccanismo con cui questo accade, però, è misterioso anche per i docenti più esperti che, se sono onesti, possono arrivare ad ammettere che certi lavori hanno più probabilità di altri di andare a bersaglio, ma la certezza assoluta non esiste. Soprattutto dopo l'avvento di internet, soprattutto in realtà complesse in cui libri e motivazioni a seguire materie umanistiche sono quanto di più distante dalla mentalità del branco vi possa essere. Il fascino della sfida sta nel riuscire a convincerli a seguirti per i primi minuti. E anche lì la sorpresa/la provocazione è in agguato.

Visto che i vampiri vanno per la maggiore, provo con qualcosa di simile: "Lo spettro di Canterville" di Oscar Wilde. L'attacco riesce bene, il filmato scaricato dal web aiuta, la curiosità si accende e i ragazzi cominciano a leggere le pagine dei primi capitoli del libro senza preoccuparsi della lunghezza. La storia piace. Cominciano ad arrivare le prime domande sulle parole, sull'autore, poi, proprio quando sto per sedermi alla cattedra uno di loro, solitamente laborioso, sveglio, partecipe, mi guarda stranito ed esplode in un: "Prof lei è matto !". (Sorbole mi han beccato ! Se ne sono accorti pure loro). "Qui sono in buona compagnia, lo so", rispondo ridendo, "...Ma perchè ?". A quel punto, rispettosamente per non disturbare gli altri che stanno continuando a lavorare, il giovane si alza e viene alla cattedra, abbassando il tono della voce. (Quasi mi commuovo: ha capito che non può far deviare la classe dalla retta via del lavoro e vuole parlare in privato)

"Minchia Prof ! Quei due bocia (ragazzini in dialetto) vogliono incatenare uno spettro che ha qualche centinaio d'anni ! Va bene che sono americani, ma sono scemi !!! Come si fa a voler mettere le catene all'aria che si muove? Non si può !!! E io dovrei fare un riassunto su una storia così stramba ? Ma lei è matto se pensa che mi metterò a scrivere anche una sola parola su questa vicenda assurda !".Per tutta risposta lo fisso in silenzio, cercando di trattenere la risata. Mi tolgo gli occhiali e mi strofino gli occhi. Lo fisso in modo neutro ma deciso: "Portami il libretto" dico. Stranamente non fa obiezioni mentre va a posto. Poi, quando torna, apro il registro, pagina dei voti e nella sua casella scrivo 80/100. 

Incredulo il ragazzo mi ripete: "Prof lei è matto ! Perchè ?". "Come perchè ? Hai appena sintetizzato in dieci parole due capitoli...l'avessi fatto per scritto, con le doppie giuste avresti preso 100, però il lavoro di  lettura, analisi e sintesi l'hai fatto...".

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